Logo associazione

A questo sito sono iscritte 2991 persone
L'ultima iscrizione e' di monik
Al momento abbiamo 7 visitatori online



"I nostri pensieri ..."

Inserito il 13 gennaio 2007 (Taranto)
 
Da quando, il I luglio 2006, ho perso il mio compagno, deceduto per cancro dopo 2 anni di sofferenze, vivo in perfetta solitudine con i miei due figli. Intorno si è creato il vuoto, coloro che dovevano essermi vicini, intendo i miei genitori e le mie sorelle mi hanno completamente abbandonato. non desidero aiuti materiali ma solo affetto e un pò di calore umano! Mi divido tra lavoro, faccende domestiche, soddisfo le esigenze dei miei figli che ormai sono per me l'unica fonte d'amore, ma soffro tanto per essere stata "rifiutata"! ho capito che esisti fino a che non dai problemi o non procuri senso di disagio con la tua sofferenza. Se non sono amata come figlia o come sorella come possono essere amati i miai figli? Ormai non ho più fiducia in nulla, tiro avanti per la mia piccola famiglia ma non è facile! Vorrei tanto un giorno poter tornare a sorridere dentro e aiutare e a dare ottimismo ai miei figli!
 
  http://  Inserito il 08 gennaio 2007 (verona)
 
[big]Da 12 anni sono da sola con una bellissima figlia avuta da una grande amore e pensavo di aver chiuso bene tutta la gioia e sofferenze degli anni trascorsi ma leggendo "i nostri pensieri" veramente tornano alla mia mente quei pensieri, dei momenti felici, che non vorrei perdere mai, vissuti col padre della mia ragazza che hanno servito a infondere in lei solo amore ed speranza infinita del amore umano. Lei non ha mai visto lui perchè è stato lui a non volerlo ma credo che ognuno di noi siamo liberi di seminare quello che un giorno raccoglieremo...quindi forse sarà lui a dover fare conti con la sua coscenza. Sono stati anni vissuti intensamente e adesso mi trovo ancora a battagliare con miei dubbi e preocupazioni, lei cresce e sono ancora da sola con miei 46 anni (per mia scelta), so che è anche in questo momento ha bisogno del sostegno di suo padre ... ma niente... (n)che fare??? . Ho avuto la fortuna di contare col apoggio di una amica per darci il cambio quando dovevo assentarmi per lavoro ma sono a punto di cambiare casa e mi chiedo come farò?, potrò lasciarla da sola?, chi potrà darle l'appoggio necesario in questi anni di crescita - adolescenziale? ... so che io...ma spero che anche col vostro aiuto . Grazie mille.
 
  http://  Inserito il 06 gennaio 2007 (PADOVA)
 
****QUARTA PARTE MIO SCRITTO "PADOVA", I PRECEDENTI PIU' SOTTO***** ....Se avessi desiderato, se desiderassi, diventare mamma per puro egoismo e per "compensare" le delusioni o le carenze affettive non sarei qui. Un compagno l'ho avuto per piu' di un decennio ed apparentemente eravamo una coppia invidiabile per chi non poteva immaginare la mia capacita' di sopportazione mentale imparata dalla mia mamma "famiglia normale con papa' presente". Successivamente trovo un altro uomo, al cui cospetto il primo era magari un santo visto che almeno si e' convertito alle sette religiose estremiste dopo che l'ho lasciato, che da' il colpo finale a quello che ancora possedevo come "fiducia del futuro". Ironia della sorte tutti si immaginerebbero chissa' quali scene alla luce del sole, vicini di casa compresi, da film horror, macche' ragazzi, il tema ricorrente e' il trhiller od un revival di "Pshyco": tutto apparentemente e' perfetto, i "miei" uomini sono con me servizievoli, perfettini, perfino la spesa al Despar fanno al sabato, tutti fotocopie de "Il maggiordomo", peccato che nei films il maggiordomo spesso e' anche l'assassino... Peccato che rispetto zero, fedelta' e' forse una cosa che si mangia?, senso di responsabilita' ma scherziamo?, menzogne all'ordine del giorno, con quest'ultimo a tutte le spese pensa la sottoscritta dato attualmente e' disoccupato...e come ho gia' precisato mi fermo qua non voglio usare questo sito per le delusioni amorose che non c'entrano con le esigenze che ho oggi nella mia vita in cui mi sento sola!!! A volte penso che non doveva ne' dovrebbe importarmene un fico secco se il mio compagno poteva essere o meno un buon padre perche' come la morale insegna "un figlio ha bisogno di due genitori". Un figlio quindi anche se vede ed emula un perfetto deficiente, e crescera' emotivamente deficiente, sara' comunque sereno perche' ha un padre no? Nessuno gli dira' "ma il tuo papa' dov'e'?" creandogli dei complessi. Non la penso così sinceramente ma tutto il mondo e tutti quanti "ti trasmettono" che e' così!!! Alla fine ti convinci che sì, meglio una figura paterna disgraziata, che il trauma di essere un "diverso" per un bambino. Conosco molto bene una donna, di qualche anno piu' grande di me, 41 anni portati splendidamente, una laurea nel cassetto, appartenente ad una famiglio tra le piu' benestanti ed in vista di una citta' del veneto, quindi nessun problema economico, il cui marito ha atteggiamenti che a mio avviso hanno qualcosa di pedofilo, ma afferma a se' stessa ed al mondo "sopporto tutto per i figli, e lui e' il padre, i figli hanno bisogno del padre". Quando lui e' in giro con qualcuna delle sue amanti, e lei lo sa ma da buona madre pensa ai bambini e tollera tutto perche' "i bambini hanno bisogno di un padre e di una madre", lei lo cerca al cellulare, lo passa alla bambina e la figlioletta di sei anni intona all'apparecchio "papi, dove sei, vieni a metterci a letto". E la mamma che suggerisce....visto che le ero al fianco e sono rimasta ammutolita... ho pensato "ma mi sarei ridotta così se avessi avuto un figlio, lo avrei costretto a telefonare al papa' facendo ai suoi occhi la mamma vittima disgraziata?". Forse sì, ho pensato, così come ho sopportato molte cose "per amore", (amore e' un'altra cosa ma l'ho capito troppo tardi...) forse avrei fatto questo a mio figlio... mi sono sentita uno schifo di donna, di madre, all'idea...piuttosto non lo metto nemmeno al mondo, ho pensato con quel poco di personalita' e caparbieta' che mi e' rimasta dopo tante delusioni. Ragazzi, questa e' la nostra societa', rendiamocene finalmente conto... se poi quella bimba che oggi ha 6 anni fra dieci anni imita la madre, che come a me non e' stato insegnato nemmeno dove sta di casa il rispetto per se' stessa e cio' che dovrebbe essere il vero amore per i propri figli, e per un brandello di amore si prostituisce l'anima col primo che passa per la strada non scandalizziamoci!! Non puntiamo allora il dito contro gli adolescenti riempiendoci la bocca che non esistono piu' valori quali la famiglia quando tutta la societa' penalizza tutto cio' che non rappresenta "forma" e della sostanza insita nella "forma" non gliene frega realmente nulla a nessuno... Un mio collega ha detto "se tutti la pensassero come te io farei il fruttivendolo e non l'avvocato civilista,i tuoi ragionamenti non fanno una grinza, ma il mondo funziona così, rassegnati, non puoi cambiarlo". "Non voglio cambiarlo Alberto - gli ho risposto triste - vorrei almeno pero' che il mondo non cambiasse me, non potrei vivere per sopravvivere, questo no....". Dopo tanta strada che mi ha portato a tante sofferenze sia sentimentali che personali e che avrei potuto risparmiarmi se mi avessero insegnato ad amarmi veramente ed a "ascoltarmi", ho compreso che non voglio piu' imbarcarmi a tutti i costi in un rapporto sentimentale per non rimanere sola. Non ho problemi a "trovare un uomo", un compagno, a sostituire l'uno con un altro, ma non sono piu' disposta così come ho fatto una vita intera come ha fatto mia madre e tante altre donne fanno, a dover tollerare in nome della sacrosanta famiglia umiliazioni e sofferenze. Voglio un uomo che mi rispetti, mi stimi e mi ammiri ed ho capito che un incontro sano non e' scontato in questa vita, accade se vuole accadere ed e' affidato al caso, e non alla forma od alle mie paure, l'amore vero non puoi cercarlo costruirlo o tentare di meritartelo facendo la brava bambina ed ingoiando mille rospi... Chi ti ama cerca perlomeno di non ferirti appositamente...e non e' poco...eppure non ho mai visto da piccina mio padre prendersi quest'atto di amore verso mia madre...e crescendo ho confuso per amore quello che mi volevano vendere... Non voglio rinunciare all'esperienza di una maternita', ammesso che mi sia concessa..., solamente perche' "i miei rapporti sentimentali mi hanno spaccato l'anima". Ho capito che cercavo di fare, ed ho fatto, le cose giuste, quelle che coi finti valori ti inculcano nella testa tranne inculcarti la cosa piu' importante ossia amare se' stessi e solamente puoi amare gli altri dato che amare gli altri non e' fare lo zerbino per tenere unita la famiglia o per amore dei bambini... Se seguo le mie ragioni ed i miei istinti dovro' rinunciare a questa esperienza che sento vorrei vivere che e' quella di diventare mamma... ho 38 anni, parliamoci chiaro...., soffro di cisti endometriosiche, potrei rischiare danni all'apparato riproduttivo sempre piu' invalidanti ed ho avuto gia' un'operazione ed anni sotto farmaci ormonali che mi hanno segnato molto... Se voglio che mio figlio, ammesso la natura lo facesse arrivare..., abbia come la societa' dice "un padre" anche se la persona che ho accanto e' una pessima figura.... oppure... DEVO CONCLUDERE QUI QUESTE RIGHE E MI SCUSO PER LA FORMA E L'ORTOGRAFIA CHE DATA L'ORA E LA VELOCITA' CON LA QUALE HO SCRITTO NON SARANNO LE PIU' APPROPRIATE... NON HO TERMINATO DI SCRIVERE QUELLO CHE MI STA A CUORE E CONTEREI DI FARLO CONTINUANDO IL MIO MESSAGGIO DOMANI O NEI PROSSIMI GIORNI. RINGRAZIO LA POSSIBILITA'X LO SPAZIO CHE HO USATO PER CHIEDERE A TUTTI UN CONSIGLIO E LA POSSIBILITA' DI POTER CONCLUDERE LE MIE RIGHE. Grazie a tutti, a domani od ai prossimi giorni quando potro' terminare il mio messaggio. Nel frattempo voglio iscrivermi al sito.
 
  http://  Inserito il 06 gennaio 2007 (PADOVA)
 
****TERZA PARTE DEL MIO MESSAGGIO, LA PRIMA PARTE E' "PADOVA" PIU' SOTTO**** ....Tornando direttamente a me da adulta, all'epoca l'idea di avere un bambino con il mio ex, pur essendo nell'ambito di un rapporto come ho detto pluriennale e senza alcun genere di problemi pratici (professione, abitazione etc), mi spaventava. Mi rendevo conto che mi rendeva spesso la vita un inferno con la sua personalita', i suoi mutismi, i suoi problemi pero' paragonandomi a mia madre non riuscivo a lasciarlo... dentro di me una vocina diceva che in fondo mi voleva bene, che era fatto così, lo giustificavo, lo comprendevo, che non era in fondo un delinquente ne' un disgraziato. Questo era quello che avevo appreso dalla mia "famiglia normale con due figure di riferimento" e dal mio adorato papa' presente fisicamente. Cercavo sempre qualcuno che mi amasse perche' lui non era riuscito ad amarmi in maniera sana ed io avevo una terribile paura di stare sola, di non vivere in coppia e quindi mi calpestavo talmente tanto che era dopotutto una gran fortuna (ragionamento di mia madre e del 95\% delle donne me compresa...) avere un uomo accanto che non beveva non si drogava non mi picchiava aveva un ottimo stipendio era gentile e tornava sempre a dormire a casa!! Poco importava quindi anche se mi faceva sentire un cesso, anche se mi evitava fisicamente, se ogni tanto mi cornificava tanto rispetto la massa era comunque bravo come quantita', se ogni tanto partiva mentalmente per qualche impresa grandiosa con la sua mente e dovevo riportarlo all'ovile "rovinandogli" le sue folli idee... mi fermo qua perche' il mio scopo non e' quello di parlare dei problemi mentali del mio ex bensì di dare uno scenario della prospettiva che avevo in riferimento ad un figlio. La motivazione per la quale non presi durante quegli anni in considerazione di cercare un bambino era proprio l'idea di non riuscire a difenderlo, strutturalmente intendo, da un padre così negativo a mio avviso. Mi pareva di essere mia madre e non volevo che un innocente pagasse quello che io sentivo stavo pagando. Lui stesso proveniva da una famiglia "normale", mamma e papa' e 4 fratelli e vissero tutti felici e contenti in cui di normale emotivamente non ce ne stava uno tra i figli nonostante la santa pazienza della mia ex suocera di una vita intera con quel marito "per il bene dei figli"... Oggi,6 anni dopo averlo lasciato, il mio ex appartiene ad una setta religiosa ed e' psicologicamente instabile, cio' a dimostrare che non mi sbagliavo. Tante mie amiche dell'epoca non si ponevano di certo i miei dubbi e sfornavano tranquillamente bambini. Non le critico. Oggi mi chiedo che forse se ero ipocrita ed egoista oggi non mi sentirei così...forse hanno fatto bene a fregarsene. I loro compagni o mariti, non e' che fossero molto piu' brillanti del mio ex, o super dotati di maturita', certamente non erano tutti con le stesse paranoie, ma oggi a distanza di anni non e' che veda sinceramente tutte queste Famiglia Barilla, vedo le mie amiche spesso irritate perche' tutto e' sulle loro spalle, perche' si sentono sole, i figli le assorbono... eppure hanno il marito od il compagno... Dopo il mio ex, vi risparmio le mie sofferenze enormi nell'aver chiuso dopo 12 anni una relazione che molte altre avrebbero invece proseguito comunque, ero fiera di me stessa. Volevo provare che credevo e cercavo un rapporto sano e volevo un figlio, un figlio che crescesse tra un uomo ed una donna che si amassero e che conducessero una vita non da sogni, non sono una sognatrice..., ma una vita di reciproco sostegno e rispetto, costruttiva, limpida, rivolta al futuro. Una famiglia vera. Non bigottamente costruita e fasulla. Ho conosciuto così, cadendo dalla padella nella brace, un ragazzo che apparentemente pareva il contrario del mio ex ma che, come scoprii piu' tardi, era un altro prototipo dell uomo vittima. Solo che questo era piu' esperto sulle nefandezze del mondo, rispetto a me che parevo Biancaneve forse, quindi aveva la facciata molto intelligentemente costruita per dimostrarsi chi non era. Saro' breve, visto non sono qua per raccontare le mie delusioni e le mie sofferenze puramente sentimentali... Scopro che mi tradisce, poi che frequenta donnine a pagamento e potrei continuare per parecchie pagine ancora ma ripeto non mi sto rivolgendo a voi per questioni amorose...Vi dico solamente che il mio cuore, i miei sogni, la mia pulizia morale, i miei desideri, sono stati calpestati nella maniera piu' subdola, dopo 12 anni e dopo altri 5 anni di due relazioni che apparentemente tanti mi invidiano...perche' non sanno la verita' dei retroscena... Non l'ho lasciato e sapete perche'? Perche' guardandomi attorno vedo tanta miseria e solitudine, tanta ipocrisia e mi sento come l'unica fessa al mondo che ragiona tanto e va controcorrente. Lui voleva un figlio, ancora all'inizio, come vi ho detto non ho problemi economici, sono una bella persona fuori e dentro (quello che e' rimasto di me...), chiamalo stupido si sarebbe sistemato con la classica sposa per poi fare i propri affari fuori, potevo non pensarci e diventare madre in preda alle prime fasi dell'innamoramento come tante fanno... pero' l'istinto mi bloccava e quindi non smettevo la pillola, che prendevo comunque per l'endometriosi. Quando poi ho capito subendo che anche di fronte a tante moine le mie sensazioni non sbagliavano non sapevo se sarebbe stato meglio non ascoltarle perche' avrei almeno avuto un bambino e come tante altre mi sarei separata. Premetto che anche questo rapporto come l'unico mio precedente, era improntato sulla "normalita'", ossia nessun "lui" era scappato, lui perfettino precisino "potremmo anche sposarci", quindi...
 
  http://  Inserito il 06 gennaio 2007 (PADOVA)
 
****SEGUE PRECEDENTE "PADOVA" MIO SCRITTO" ..... Mio padre e' il classico "buon padre di famiglia" ed obiettivamente non posso far altro che compatirlo, mentre da ragazzina lo detestavo..., perche' in fondo nemmeno a lui e' stato insegnato a suo tempo quando era piccolo il significato tramite l'esempio del vero amore, della stima, del rispetto. Non e' un uomo cattivo ed a modo suo ha amato me e mia sorella, so che e' così, provveduto al nostro mantenimento, fisicamente presente, quindi come ci tengo a sottolineare la mia famiglia e' di quelle che mentalmente magari di fronte all'idea od alla realta' di "genitori soli" ci appare come l'oasi di beatitudine di normalita' che ad un bambino viene tolta. Io invece sono convinta, mia sorella anche, tante altre persone con le quali a cuore aperto ho discusso di questo, che e' molto piu' nocivo un padre fisicamente presente ma immaturo ed egoista che non rispetta la compagna e la madre dei suoi figli (e, ripeto, non intendo violenza fisica o gesta estreme)che un padre assente. Io penso, e ne sono come molti altri il frutto, che sia molto piu' nociva una madre che non trasmette valori quali il rispetto verso se' stessa, l'autostima, che una madre che rivesta di fronte ai figli il ruolo della vittima che si annulla e che tollera mancanza di rispetto "per il bene della famiglia". Molte mie conoscenti coetanee, gia' madri, sopportano come "da che mondo e' mondo" i tradimenti del compagno o marito "perche' e' il padre dei miei bambini", e pensano di farlo per il bene dei bambini, per tenere unita questa benedetta famiglia legittimando così l'uomo a rimanere irresponsabile ed un eterno adolescente a cui tutto e' concesso. E poi si lamentano o sorprendono quando gli stessi figli non le rispettano...I bambini capiscono tutto e si fanno un'idea distorta di cosa sia "la famiglia", l'amore, di cosa significhi il rispetto. Io, che sono come tante altre persone, figlia di una famiglia con la mamma ed il papa', di una famiglia tradizionalmente borghese additata da tante persone come "un esempio" quante volte da piccola essendo perspicace e sensibile ho pensato "mamma, ma perche' non hai mai avuto il coraggio di dare un calcio a papa'?". E premetto che amavo, ed amo, mio padre! Non volevo eliminarlo, volevo fossero due belle figure entrambe, non due marionette, e non che il papa' che amavo fosse il "capo" della mamma o che facesse soffrire la mamma. Non avete idea di quanti bambini vedo ed intuisco abbiano gli stessi miei pensieri di allora... a quante coppie disgregate, piene di rancori, dispetti, tradimenti, che continuano a rimanere unite dietro il paravento "per i figli". E madri che permettono che i padri violentino i bambini con la loro immaturita' ed il loro esempio ma tanto che importa, si cena tutti assieme e di fronte alla gente ci sono due figure di riferimento no? Io conosco decine di donne, coetanee, piu' giovani di me, piu' grandi, che comunque sono "genitore unico" visto che il padre, pur essendo marito o compagno, emotivamente, nei sacrifici o nelle rotture di scatole e' sempre occupato in qualcosa di piu' interessante "per il bene della famiglia", tipo il lavoro, la partita di calcetto, la palestra, il tennis... Queste donne, con le quali ho anche parlato e che esauste lo ammettono sfogandosi con un'anima che vede piu' in la' del suo naso, hanno il fegato a pezzi, tutto incombe su di loro alla fin fine, ma allora che ne dite voi, non sono "genitori soli" solo perche' c'e' uno straccio di uomo che la notte appoggia la testa sul cuscino del talamo coniugale o da' il bacino ai bambini prima di dormire od ogni tanto cambia loro il pannolino od ogni tanto controlla i compiti? Cos'e' "un genitore solo"? Un genitore solo fisicamente, penso in verita', un genitore che non condivide il letto o l'abitazione con qualcuno che puo' anche esserci fisicamente ma col cervello stare su Marte? ****SEGUE SU PROSSIMO*****
 
  http:// 

«« « 

1  2  3  4  5  6  7  8  9  10  11  12  13  14  15  16  17  18  19  20  21  22  23  24  25  26  27  28  29  30  31  32  33  34  35  36  37  38  39  40  41  42  43  44  45  46  47  48  49  50  51  52  53  54  55  56  57  58  59  60  61  62  63  64  65  66  67  68  

» »»


Scrivi un pensiero


Se lo desideri, puoi scriverci un tuo pensiero, ogni contributo sara' letto dallo staff della nostra associazione ed inserito "a turno" nella home page di questo sito.

ATTENZIONE: Messaggi pubblicitari, volgari o comunque giudicati inopportuni verranno rimossi immediatamente

Scrivi qui il tuo pensiero

Domande all'associazione


Per ogni richiesta all'associazione ti preghiamo invece di usare l'apposita sezione del Forum CHIEDI ALL'ASSOCIAZIONE oppure scrivi direttamente al nostro indirizzo di posta elettronica